Diamo valore alla tua privacy Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione, mostrarti annunci o contenuti personalizzati e analizzare il nostro traffico. Cliccando su "Accetta tutto", acconsenti all'uso dei cookie. Cookie Policy
Recensioni

Blasphemous 2 – Il dolore è servito (con pixel d’autore): La recensione a due anni dal lancio

News Recensioni #Blasphemous 2

CONDIVIDI

Hai presente quando dici “stavolta dev’essere meglio”, e invece ti ritrovi a imprecare davanti allo schermo mentre un boss ti schiaccia per la ventesima volta? Ecco, Blasphemous 2 non è una novità, ma continua a farci soffrire con stile già da un paio d’anni.

Uscito nel 2023, il seguito del celebre metroidvania firmato The Game Kitchen e pubblicato da Team17 ha saputo tenere alta l’attenzione grazie a una direzione artistica da brividi, un gameplay migliorato e aggiornamenti costanti che ne hanno affinato l’esperienza. Non è tornato: non se n’è mai andato.

Più inquietante, più affascinante, più crudele. Ma anche più giusto. Blasphemous 2 è la prova che sì, il dolore può essere bilanciato. E no, non è certo il gioco ideale da regalare alla nonna, a meno che non voglia espiare i peccati a colpi di pixel e boss incazzati.

Ora, con l’arrivo del nuovo DLC Mea Culpa, è il momento perfetto per tornare a soffrire (con gusto). Ma di quello parleremo successivamente.

Il ritorno del Penitente: ora con più colpa per tutti

Ambientato subito dopo gli eventi del primo capitolo (e dei suoi DLC), Blasphemous 2 ci riporta nel mondo corrotto dal cosiddetto Miracolo, un’entità mistica che prende il concetto di fede e lo trasforma in tortura fisica ed esistenziale. Ti svegli, ancora una volta, nei panni del Penitente, e indovina un po’? Tocca a te evitare che una gigantesca creatura a forma di utero celestiale partorisca qualcosa di orribile.

No, non è una metafora. Cioè, sì, ma anche no.

Una bellezza che fa male agli occhi (e all’anima)

Se il primo Blasphemous aveva già un’impronta artistica potente, il secondo alza l’asticella fino a trasformarsi in una blasfemia visiva trionfale. Fondali dipinti a mano, dettagli macabri che sembrano scolpiti nel dolore e un uso del simbolismo religioso che non scivola mai nel banale.
Ogni personaggio pare uscito da un incubo medievale miniato con devozione disturbante.

Ti ritroverai spesso a mettere in pausa solo per esclamare: “Guarda questo tizio… ha il volto cucito al petto!”
E poi a pentirti di averlo mostrato a qualcuno che non era pronto.

Continua con

La recensione di Mea Culpa, il DLC di Blasphemous 2: Il ritorno del dolore benedetto

Abbiamo rimesso mano a Blasphemous 2 quasi due anni dopo il lancio, rispolverando quel vecchio cilicio dimenticato nell’armadio: sì, fa...

Recensioni 3 min read

Dire se questo sequel superi l’originale in termini di direzione artistica è complicato. Ma diciamoci la verità: chi se ne frega?
Blasphemous 2 è un’opera d’arte digitale, punto. E questo è tutto ciò che conta.

Penitenza sì, ma con stile

Dal punto di vista ludico, siamo davanti a un metroidvania con elementi soulslike, ma Blasphemous 2 non si limita a ripetere la formula: la migliora. I controlli sono reattivi, il platforming è finalmente fluido, e ogni movimento è più naturale. Quando sblocchi doppio salto e scatti aerei, ti senti come se il Penitente avesse fatto un corso accelerato da ninja.

Il combattimento è molto più profondo. Hai tre armi principali, ognuna con combo, abilità speciali e utilizzi diversi, anche per la progressione ambientale. La spada, ad esempio, ti premia se riesci a colpire con costanza, caricando un potere temporaneo che cambia il tuo stile di gioco. Non puoi più cavartela solo premendo a caso: qui si picchia con cervello (oltre che con fede e disperazione).

Boss che ti odiano personalmente

I boss sono il punto più spettacolare ma anche il più frustrante. Alcuni sono capolavori di design, con attacchi coreografici e background narrativi da pelle d’oca. Altri… sembrano progettati per farti lanciare il controller dalla finestra. La difficoltà generale è ben calibrata, ma quando arrivi a certi scontri, capisci che il tema del dolore non è solo narrativo: è esperienziale.

Tra flagellazioni e perfezione artistica

Blasphemous 2 non è un gioco per tutti. Ma se sei disposto a sanguinare (virtualmente), verrai ricompensato con un’esperienza intensa, affascinante, disturbante e visivamente eccezionale. Il gameplay è più raffinato, il mondo di gioco ancora più ispirato, e anche se qualche boss e missione ti faranno dubitare delle tue scelte videoludiche… non potrai fare a meno di tornare.

Perché in fondo, il dolore qui non è solo sofferenza. È bellezza. È redenzione. È… un gran bel gioco.

Consigliatissimo

9.0
/ 10

Pro

  • Direzione artistica mozzafiato
  • Gameplay rifinito
  • Varietà di armi
  • Narrativa evocativa
  • Aggiornamenti costanti

Contro

  • Difficoltà punitiva
  • Pacing irregolare
  • Non per tutti

Articoli correlati

Altri approfondimenti in linea con questo contenuto.