Fika Productions ha rilasciato una demo gratuita di Don’t Kill Them All su Steam, svelando un nuovo trailer durante il Quebec Games Showcase.
Il team canadese, già autore del fortunato Ship of Fools, torna con un progetto che ibrida la strategia a turni e la gestione della base. Il titolo ha recentemente superato il traguardo del 100% nel suo finanziamento su Kickstarter, confermando l’interesse del pubblico per una formula che prova a sovvertire i canoni del genere.
La gestione della rabbia in Don’t Kill Them All
Al centro dell’esperienza di Don’t Kill Them All si trova un peculiare “Rage System” che definisce l’andamento degli scontri. In questo strategico, la sopravvivenza degli orchi non è legata solo ai punti vita, ma alla loro capacità di mantenere l’autocontrollo durante le incursioni.
Le unità accumulano rabbia subendo danni, perdendo risorse o agendo troppo frequentemente in un singolo turno. Se l’indicatore raggiunge il limite, l’unità entra in uno stato di furia incontrollata. Questa condizione può compromettere l’intera spedizione, trasformando un assalto tattico in un caos autodistruttivo che rischia di vanificare gli obiettivi della missione.
Oltre il combattimento: la vita nel villaggio
Il ciclo di gioco di Don’t Kill Them All non si limita alle razzie in ambienti generati proceduralmente. Tra una missione e l’altra, il giocatore deve gestire l’accampamento del clan, un luogo fondamentale per il recupero delle energie e lo sviluppo dei singoli membri.
In questa fase, emerge una componente gestionale profonda. Gli orchi possono coltivare passioni, hobby e tratti caratteriali unici. Queste inclinazioni personali non sono semplici dettagli estetici, ma influenzano direttamente le statistiche e le interazioni sociali tra i membri della tribù, determinando l’efficacia del gruppo sul campo di battaglia.
Disponibilità e sviluppo della community
L’attuale demo disponibile su Steam rappresenta il primo passo di un percorso di sviluppo aperto. Fika Productions ha infatti espresso la volontà di coinvolgere i giocatori nella rifinitura del bilanciamento, raccogliendo feedback tramite i canali ufficiali di Discord e i forum della piattaforma Valve.
L’opera si inserisce in un segmento di mercato che premia sempre più le contaminazioni tra generi, cercando di offrire una sfida tattica dove la moderazione conta quanto la forza bruta. Resta da vedere come la community reagirà a un sistema di combattimento che punisce l’eccessiva aggressività, un paradosso interessante per un titolo basato su una tribù di orchi.
Il prossimo obiettivo del team riguarda l’implementazione di nuovi biomi e la diversificazione dei tratti caratteriali, elementi che saranno cruciali per garantire la longevità del titolo nella sua versione definitiva.