Ispirato alla serie animata Netflix Hot Wheels A tutto gas, Hot Wheels Lets Race: Ultimate Speed prova a portare lo stesso entusiasmo colorato in versione videogioco. Sviluppato da Bamtang Games e pubblicato da GameMill Entertainment, il titolo punta dritto a un pubblico giovane, amante delle corse arcade e delle macchinine più famose al mondo.
La domanda, però, sorge spontanea: questo nuovo capitolo riesce a far correre l’immaginazione come i giochi precedenti, soprattutto quelli firmati da Milestone? La risposta purtroppo tende più verso il freno a mano che verso il turbo.
Una struttura che rallenta invece di accelerare
Hot Wheels Lets Race: Ultimate Speed costruisce la propria modalità principale attorno al Racing Camp, una sorta di percorso guidato che alterna gare, mini episodi e momenti ispirati alla serie Netflix. L’idea è simpatica e pensata per i più piccoli, ma finisce per diluire l’azione.
L’assenza di una vera trama non è un problema in sé, ma la quantità di schermate, menu e passaggi obbligati rende l’esperienza più lenta del dovuto. Dove i titoli Milestone ti buttavano in pista in pochi secondi, qui si passa da un HUB centrale a selezioni multiple prima ancora di sentire il rombo del motore.
La gestione dei modificatori di pista non aiuta: inserirne uno altera automaticamente la composizione del tracciato, portando molte piste ad assomigliarsi tra loro. L’effetto collaterale è una ripetitività evidente, accentuata da fondali statici e poco ispirati.
Tra telecamera ostinata e derapate macchinose
Il cuore di un racing arcade sta tutto nelle sensazioni in pista. E qui Hot Wheels Lets Race: Ultimate Speed mostra i suoi limiti più evidenti.
Gli avversari raramente offrono una sfida degna di nota, anche alle difficoltà più alte, mentre la telecamera troppo ravvicinata ostacola la visibilità e porta spesso a sfiorare i bordi. Nulla di catastrofico, ma abbastanza da togliere fluidità alla corsa.
Le derapate richiedono un input macchinoso che mal si sposa con circuiti quasi sempre morbidi e poco curvati. Il risultato è che la meccanica, teoricamente centrale per un arcade, finisce per essere poco utile e spesso controproducente.
A questo si aggiunge l’assenza di un elemento iconico come il salto, eliminato senza un vero motivo e lasciando un vuoto clamoroso nella dinamica delle gare. I potenziamenti e i turbo restano, ma sembrano più un tentativo di compensare un sistema che manca di energia e personalità.
E le boss fight? Ambiziose nell’idea, bizzarre nel risultato: tra serpenti giganti e lanci di pizze, si respira un tono più comico che emozionante, senza però offrire una vera sfida.
Tanto colore, poca anima
Visivamente Hot Wheels Lets Race: Ultimate Speed punta a un’estetica cartoon che richiama la serie Netflix. Sulla carta un’ottima scelta, ma nella pratica un look poco curato.
Le auto mancano di dettagli, i fondali non interagiscono con ciò che accade in pista e molti elementi estetici sembrano più placeholders che vere scelte stilistiche. Dove Milestone aveva costruito ambienti vibranti, ricchi di personalità e pieni di vita, qui si corre in scenari statici, quasi sospesi.
La fisica contribuisce alla sensazione artificiale: salti con traiettorie predefinite, atterraggi che non rispondono alla velocità e movimenti privi di peso. Tutto appare guidato da binari invisibili che spezzano l’illusione di controllo.
Il framerate non brilla per stabilità e i caricamenti risultano sorprendentemente lunghi per un gioco pensato per essere immediato e leggero. L’audio segue la stessa linea: musiche piacevoli ma poco energiche, effetti sonori privi di impatto e voci che non lasciano il segno.
Una corsa che parte bene, ma si perde per strada
Hot Wheels Lets Race: Ultimate Speed ha un punto di partenza interessante, una licenza forte e un target chiaro. Ma l’esecuzione non riesce a cogliere l’essenza che ha reso così amati i precedenti giochi dedicati al brand.
La struttura dispersiva, il gameplay poco incisivo, la fisica artificiale e il comparto tecnico sottotono compongono un racing che potrà intrattenere i giocatori più piccoli per qualche sessione, ma difficilmente riuscirà a catturare l’attenzione del pubblico più ampio.
Un titolo che corre con entusiasmo, ma che non riesce mai a trovare quella marcia in più. Il risultato è una corsa colorata, sì, ma priva di velocità e personalità.
Sconsigliato agli appassionati, discreto solo per un pubblico molto giovane.
Una pista che prometteva scintille, ma che finisce per girare a vuoto.
Mediocre
Pro
- Colori vivaci e stile cartoon
- Modalità Racing Camp
- Boss fight creative, anche se bizzarre
- Sistema di potenziamenti semplice
Contro
- Struttura lenta e frammentata
- Piste ripetitive
- Telecamera troppo vicina e derapate poco fluide
- Fisica artificiale e salti predefiniti
- Avversari poco competitivi
- Comparto tecnico sottotono