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Recensione Pragmata: L’audace Visione Lunare di Capcom tra Azione e Hacking

Recensione Pragmata: l'analisi completa della nuova IP di Capcom. Scopri se il mix tra shooting e hacking lunare convince o se conviene aspettare.

PC Recensioni #action #Capcom #recensione

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Hugh e Diana esplorano la superficie lunare in Pragmata
L'atmosfera di Pragmata mescola sapientemente fantascienza e mistero.

Pragmata, ultima creazione di Capcom, si presenta come un progetto di rottura: una nuova IP che abbandona i binari rassicuranti dei franchise storici per avventurarsi in territori narrativi e ludici più audaci e sperimentali. Dopo aver consolidato il proprio dominio con i recenti capitoli di Resident Evil, la casa di Osaka cambia rotta e catapulta i giocatori sul suolo lunare.

Ne nasce un’esperienza che fonde la precisione chirurgica degli sparatutto moderni con una componente puzzle-tattica basata sull’hacking, elemento che diventa il vero fulcro dell’intero impianto di gioco. Il risultato è un titolo visivamente sorprendente, tecnicamente rifinito come pochi nel panorama attuale e, soprattutto, dotato di un’identità forte e riconoscibile.

Quando sparare non basta

Pragmata parte senza troppi giri di parole e mi ha catapultato subito nei panni di Hugh Williams, uno specialista spedito sulla Luna dentro una struttura mastodontica chiamata Culla. L’ambientazione funziona davvero: questo futuro in cui la Fibra Lunica ricostruisce frammenti di città terrestri sul suolo lunare crea un contrasto visivo continuo tra corridoi freddi e asettici e scorci urbani che sembrano usciti da una New York illuminata al neon. Tutto ruota attorno al silenzio sospetto della Delphi, la corporazione che gestisce l’intero avamposto, e all’incontro con Diana, una bambina androide che non è solo centrale nella storia, ma diventa parte integrante di ogni azione.

La vera particolarità, però, emerge pad alla mano. Hugh e Diana non sono semplicemente due personaggi: sono due metà dello stesso sistema. Lui spara, incassa, si espone. Lei manipola, apre, altera. E qui arriva la svolta: non è il classico sparatutto dove puoi andare avanti a colpi di istinto. Se provi a giocarlo come un shooter puro, vieni punito subito. Anche i nemici più deboli diventano ostacoli insormontabili se non sfrutti l’hacking in tempo reale.

Due menti, una sola sopravvivenza

Il bello è che il gioco non ti chiede solo di capire questa dinamica: pretende che tu la interiorizzi. All’inizio mi sono trovato più volte in difficoltà proprio perché cercavo di forzare il ritmo, sparando quando invece avrei dovuto aspettare Diana. Poi qualcosa scatta.

Gli scontri iniziano a diventare quasi coreografici: ti muovi, rallenti, apri una breccia nelle difese nemiche e colpisci nel momento giusto. Non è tanto questione di riflessi puri, ma di tempismo e lettura della situazione. È una sensazione diversa dal solito, più ragionata, ma senza perdere tensione. Anzi, quando tutto gira come deve, è incredibilmente appagante.

Quando inizi a sbloccare le abilità avanzate, poi, il sistema si apre. Puoi bloccare i nemici, creare combo distruttive, gestire lo spazio in modo più intelligente. Ogni scontro smette di essere solo una minaccia e diventa una piccola situazione da risolvere a modo tuo.

Il ritmo nascosto della progressione

La progressione non è invasiva, ma si fa sentire nel lungo periodo. Il Rifugio diventa una pausa necessaria, quasi un momento per fare ordine mentale, il checkpoint tanto atteso.

Qui ho apprezzato soprattutto il fatto che gli upgrade non siano immediatamente risolutivi. Devi scegliere dove investire, capire cosa ti serve davvero. Potenziare Hugh rende gli scontri più gestibili, ma migliorare Diana cambia proprio il modo in cui li affronti.

L’esplorazione, poi, è più importante di quanto sembri all’inizio. Alcune risorse non le trovi seguendo semplicemente la strada principale, e tornare indietro con nuove abilità ha senso, senza risultare forzato. Non è classificabile come metroidvania, ma prende qualcosa da quella filosofia e lo usa con intelligenza.

Più di una semplice campagna

La storia principale scorre via bene e non si perde in inutili allungamenti. La cosa che mi ha convinto è che il gioco sa quando fermarsi, senza tirarla troppo per le lunghe.

Le attività secondarie, invece, sono quelle che danno più spazio a chi vuole approfondire. Le Simulazioni e la modalità Segnale Sconosciuto non sono lì tanto per fare numero: sono sfide vere, spesso più tecniche, che ti spingono a padroneggiare davvero il sistema.

Non le ho vissute come un obbligo, ma come un modo per migliorare. E il fatto che diano ricompense concrete le rende ancora più sensate.

Luna viva, metallo che respira

A livello visivo, Pragmata mi ha colpito più per coerenza che per spettacolo puro. La Fibra Lunica è l’elemento che tiene tutto insieme: si muove, si trasforma, cambia gli spazi in modo quasi organico.

La Culla non è solo uno sfondo, ma un ambiente che sembra reagire. I dettagli sulla tuta di Hugh, le superfici metalliche, le luci fredde, il mare… che bello il mare: tutto contribuisce a creare un’identità precisa.

Diana, invece, è incredibilmente viva. Nelle cinematiche si nota subito una cura diversa, più attenta, soprattutto nelle espressioni. È uno di quei personaggi che riescono a bucare lo schermo senza bisogno di parole.

Il suono del vuoto

Il comparto audio lavora più in sottrazione che altro. Ci sono molto momenti in cui il silenzio pesa, pesa davvero, soprattutto nelle sezioni più isolate.

Poi arrivano i combattimenti e cambia tutto: suoni metallici, impatti pesanti, segnali elettronici. Ogni azione ha un feedback chiaro, quasi fisico.

La colonna sonora accompagna senza mai invadere troppo, ma sa alzare il ritmo quando serve, soprattutto nelle boss fight.Infine, la ciliegina sulla torta: Pragmata è completamente doppiato in italiano, con un adattamento solido e naturale che contribuisce a rendere i personaggi più credibili senza mai strafare.

Tutto giusto

Sul fronte tecnico, Pragmata si dimostra estremamente personalizzabile, accessibile, stabile e allo stesso tempo rifinito. Nel corso dell’intera avventura non ho incontrato nessun bug o problema. Inoltre, i vari caricamenti sono pochi e quasi istantanei.

Domande pratiche prima di acquistare

Pragmata è un gioco per tutti o solo per fan?

Il titolo si rivolge principalmente a chi cerca un’esperienza di punta che mescoli azione, identità e narrazione. Se amate questo, Pragmata vi conquisterà dall’inizio alla fine.

Conviene comprarlo al lancio o aspettare?

Considerando la stabilità tecnica e la generosità dei contenuti proposti, l’acquisto al lancio è consigliato a chiunque voglia vivere una nuova IP fresca e originale. Il gioco non presenta le criticità tipiche dei live service o dei titoli rilasciati in fretta; è un pacchetto completo e rifinito.

Recensione Pragmata: una nuova IP di successo

In conclusione, Pragmata rappresenta una scommessa vinta per Capcom. Pur non reinventando completamente il genere degli action in terza persona, introduce meccaniche di hacking così ben integrate da risultare uniche nel panorama attuale. La cura per il world-building e la solidità del gameplay loop lo rendono un titolo imperdibile per chiunque desideri una fantascienza matura e visivamente appagante. Nonostante qualche incertezza nella leggibilità della mappa e una scrittura di Diana che a tratti scivola in toni troppo fanciulleschi, l’opera rimane un esempio cristallino di come si possa ancora innovare all’interno di strutture produttive classiche.

Pragmata

Action-Shooter Sci-Fi
9.0
/ 10
Piattaforme Xbox Series X|S PS5 PC

Verdetto

Un'avventura sci-fi solida e originale che mescola sapientemente azione e hacking strategico.

Pro

  • Meccaniche di hacking originali e ben integrate
  • Direzione artistica suggestiva e tecnicamente pulita
  • Progressione appagante con un hub centrale funzionale

Contro

  • Gestione della mappa migliorabile
  • Scrittura di Diana a tratti stucchevole

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