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Recensioni

Recensione Ride 6: il Gran Turismo delle due ruote trova la sua strada

Recensione Ride 6: cosa funziona, cosa no e se vale l acquisto oggi.

PC PlayStation #Milestone #moto #racing

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Un pilota in sella a una moto sportiva in una curva di RIDE 6
RIDE 6 introduce il nuovo sistema RIDE Fest e oltre 340 modelli di moto.
La recensione di Ride 6 ci porta nel cuore pulsante del motociclismo videoludico, dove Milestone, sviluppatore italiano con un’esperienza decennale nel settore, cerca di riempire un vuoto che persiste da quasi vent’anni. Dal lontano Tourist Trophy di Polyphony Digital, il genere ha atteso un erede spirituale capace di offrire un’esperienza completa e profonda per gli amanti delle due ruote stradali. Ride 6 si propone proprio come quel “Gran Turismo per motociclette”, un’ambizione non da poco che cercheremo di capire se sia stata realizzata appieno.

Ride 6: Tra contesto e identità

Milestone non è nuova al mondo delle corse su due ruote, avendo consolidato la sua fama con serie come MotoGP, MXGP e Monster Energy Supercross. Tuttavia, il franchise RIDE si distingue, rivolgendosi a chi cerca l’emozione di guidare moto stradali, personalizzarle e viverne la cultura. Ride 6 non è un semplice aggiornamento, ma un tentativo di affinare una formula che punta a un equilibrio delicato: quello tra accessibilità immediata e simulazione profonda. Questo duplice approccio è la chiave per comprendere la sua identità e il suo potenziale pubblico.

Ride 6: Gameplay loop

Il cuore pulsante di Ride 6 risiede nel suo modello di guida “sim-cade”, un ibrido che cerca di accontentare tutti. Il sistema di gestione della moto è sorprendentemente divertente e accessibile, una svolta gradita rispetto alla reputazione di titoli Milestone talvolta ostici. Con quattro impostazioni di assistenza regolabili, si può passare da un’esperienza arcade semplificata a una simulazione più esigente, dove ogni moto si comporta in modo nettamente diverso. Questo è un punto di forza indubbio. La sensazione di controllo, fin dal lancio dalla griglia, è gratificante. Nonostante l’assenza di monitoraggio delle temperature di gomme e freni, l’usura degli pneumatici è un fattore da considerare.

Il sistema di rewind, inoltre, rende la difficoltà sfidante ma mai punitiva, permettendo di imparare dagli errori senza frustrazione. Il controllo è molto più reattivo rispetto al passato, indipendentemente dal livello di difficoltà scelto. La modalità Pro, ad esempio, richiede di gestire impennate e dosare con precisione trazione e accelerazione, offrendo una soddisfazione profonda quando si centra perfettamente la corda di una curva. Ogni moto, dalle leggere sportive alle pesanti Baggers, ha una sua personalità ben definita, influenzata da peso e potenza. Le Baggers, in particolare (esclusive Indian, con l’assenza di Harley-Davidson che si fa sentire), si guidano quasi come delle stock car su due ruote: potenti ma poco agili. È un feeling unico.

La Bridgestone Racing School: non solo un tutorial

Uno degli elementi più sorprendenti e ben realizzati di Ride 6 è la Bridgestone Racing School. Lungi dall’essere un mero tutorial superficiale, questa modalità offre lezioni pratiche che vanno oltre il gioco, fornendo consigli utili anche per la guida reale. Un narratore guida il giocatore attraverso ogni abilità, spiegando cosa serve per superare i corsi principianti e avanzati, e sfidando l’istruttore. È un modo intelligente e coinvolgente per imparare. Si scopre, ad esempio, la differenza tra l’uso del freno anteriore e posteriore, e come non sia solo una questione di “fermare” la moto. L’unico intoppo significativo riguarda i lanci dalla griglia: non esiste un addestramento specifico e la finestra di input per partire correttamente è curiosamente stretta, richiedendo pratica e pazienza, specialmente con moto potenti che tendono a impennare.

La scuola include anche le Mugello Challenges, esperienze di circuito per imparare le piste, e video storici su Bridgestone, che aggiungono un tocco culturale interessante. Questa modalità è un eccellente esempio di come un gioco di corse possa essere anche didattico.

Progressione, contenuti e longevità in RIDE 6

La modalità Carriera, denominata RIDEFEST, è il fulcro dell’esperienza single-player, promettendo oltre 30 ore di gioco. L’interfaccia, sebbene sia solo un menu con un’atmosfera da Tomorrowland, è un buon tentativo di dare un’anima al gioco. L’obiettivo è gareggiare, sbloccare eventi, equipaggiamento su licenza per il pilota e, ovviamente, nuove moto. Ride 6 introduce sette categorie di guida, tra cui Baggers e Maxi Enduro, arricchendo ulteriormente la varietà. Si inizia spesso con moto a noleggio, per poi progredire attraverso eventi che introducono gradualmente elementi come il meteo e l’usura degli pneumatici, fino a sessioni di qualifica complete e gare di durata. È una progressione ben strutturata, che ricorda l’approccio di serie come GRID di Codemasters.

La presenza di Leggende reali da affrontare aggiunge un tocco di prestigio e sfida, con dieci campioni che dominano le rispettive classi. Fuori dalla Carriera, ci sono gare personalizzate, attacchi a tempo con classifiche globali e gare di resistenza. Il multiplayer offre split-screen per due giocatori e gare online fino a dodici, con supporto cross-platform e notifiche sui tempi sul giro dei rivali. Il volume di contenuti è impressionante: oltre 340 moto da 21 produttori (con qualche assenza notevole come Harley-Davidson e Shoei) e 45 tracciati, di cui 11 nuovi, tra cui Road Atlanta, Laguna Seca e Le Mans. C’è davvero tanto da guidare.

Ride 6: Direzione artistica e comparto audio

Il comparto tecnico di Ride 6 è un’altalena tra eccellenza e perplessità. Sebbene Milestone stia migrando i suoi titoli su Unreal Engine 5, il gioco non sempre ne sfrutta appieno il potenziale. I modelli delle moto sono eccezionali, con dettagli che sembrano usciti direttamente da un concessionario, esaltati da un’illuminazione e riflessi di texture superbi. Il gioco gira in 4K a 60 FPS, ma i modelli dei piloti appaiono datati, e nel complesso, pur essendo piacevole, non ha l’impatto visivo che ci si aspetterebbe da un titolo UE5. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale, ma le condizioni di cielo coperto non sono mai del tutto convincenti, con una fonte di luce sempre presente. Le piste, specialmente quelle fittizie, sono vibranti e ricche di dettagli, con ambientazioni evocative come Hawaii o Giappone in autunno, capaci di creare un’atmosfera coinvolgente. Le collisioni, pur non essendo perfette, sono le più soddisfacenti mai offerte da Milestone, con un feedback sonoro e fisico che rende gli impatti percepibili. Tuttavia, la riapparizione istantanea della moto dopo una caduta spezza l’immersione.

L’audio è altrettanto incoerente. Alcune moto, come la Honda Fireblade, suonano magnificamente, mentre altre, incluse le Baggers, sono decisamente sottotono, e le moto più piccole spesso non restituiscono un suono realistico. La personalizzazione degli scarichi dovrebbe alterare maggiormente le tonalità. La colonna sonora EDM è adatta all’atmosfera RIDEFEST ma diventa ripetitiva nel tempo. L’assenza di musica durante le gare, in un gioco con un’estetica da festival musicale, è una scelta discutibile.

Ride 6: Performance e stabilità

Sul fronte delle performance, Ride 6 si attesta su buoni livelli, mantenendo i 60 FPS in 4K su Xbox Series X. I tempi di caricamento sono rapidi, anche se a volte un po’ casuali nella loro durata. L’intelligenza artificiale è un aspetto misto, ma generalmente migliore rispetto a molti giochi di corse recenti. Si assiste a momenti di guida aggressiva e sorpassi avvincenti, ma anche a comportamenti bizzarri, con avversari che escono di pista o tagliano la strada in modo imprevedibile. L’AI adattiva, che si regola in base alle prestazioni del giocatore, è una buona idea ma non sempre impeccabile, portando a volte metà del gruppo a uscire di pista. C’è ancora margine di miglioramento, ma offre una competizione vivace.

Domande pratiche prima di acquistare

Ride 6: è un gioco per tutti o solo per fan?

Ride 6 è un gioco che si rivolge a un pubblico ampio, ben oltre i soli appassionati di motociclismo. Grazie al suo modello di guida scalabile e alla profondità della Bridgestone Racing School, è un ottimo punto di partenza per i neofiti che vogliono approcciarsi al mondo delle due ruote virtuali, pur offrendo abbastanza sfida e personalizzazione per i veterani. La mole di contenuti è impressionante e c’è sempre qualcosa di nuovo da fare o sbloccare.

Conviene comprarlo al lancio o aspettare?

Conviene acquistarlo al lancio se sei un appassionato di moto o cerchi un racing game profondo e longevo. Nonostante alcune incertezze tecniche nel comparto grafico e audio, il gameplay di base è solido e divertente, e il volume di contenuti è già notevole. Le inevitabili patch future e i DLC potranno solo migliorare ulteriormente l’esperienza. Il gioco è già un pacchetto molto ricco, di gran lunga superiore a qualsiasi altro Ride, e il divertimento è assicurato fin da subito.

Recensione Ride 6: verdetto

Ride 6 si afferma come un punto di riferimento per i simulatori di moto stradali, un vero e proprio “Gran Turismo” delle due ruote, come Milestone si proponeva. Il bilanciamento tra accessibilità e simulazione è quasi perfetto, offrendo un’esperienza di guida divertente e gratificante sia per i neofiti che per i veterani. La mole di contenuti, tra moto, tracciati e una modalità carriera profonda, garantisce decine di ore di gioco senza mai risultare ripetitivo. La Bridgestone Racing School è un’aggiunta geniale e utile. Sebbene il comparto tecnico presenti alti e bassi, con modelli dei piloti datati e un audio a volte incostante, il cuore del gioco, la guida, è solido e coinvolgente. È un titolo che, nonostante qualche spigolatura, merita l’attenzione di chiunque ami le moto.

Ride 6

Corse
8.5
/ 10
Piattaforme PlayStation 5 Xbox Series X|S PC

Verdetto

Un Gran Turismo delle due ruote ricco di contenuti e divertente, con qualche imperfezione tecnica.

Pro

  • Vasta selezione di moto e tracciati
  • Modalità Carriera profonda e longeva
  • Modello di guida accessibile ma profondo
  • Bridgestone Racing School eccellente

Contro

  • Comparto visivo non sempre all'altezza di UE5
  • Audio delle moto inconsistente
  • Colonna sonora ripetitiva
  • AI con alti e bassi

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