Teenage Mutant Ninja Turtles: Splintered Fate è uno di quei giochi che arrivano un po’ in sordina, ma poi ti conquistano a suon di combo, pizza e corse nei vicoli delle fogne. Un mix tra azione frenetica, strategia e cooperazione che riesce a reinventare le celebri tartarughe in salsa roguelite, con risultati sorprendentemente solidi.
Una storia classica, un gameplay moderno
Splinter è scomparso (di nuovo), e spetta a Leonardo, Donatello, Raffaello e Michelangelo salvarlo affrontando ondate di nemici in livelli generati proceduralmente. La narrazione è semplice e funzionale, più una scusa per buttarsi nella mischia che un pilastro narrativo. Ma va bene così: il cuore del gioco è il gameplay, e su questo Splintered Fate non delude.
Visuale isometrica, azione esplosiva
La scelta di una visuale top-down isometrica richiama i dungeon crawler più classici, ma qui l’azione è molto più rapida e reattiva. Ogni tartaruga ha un moveset unico, con attacchi speciali, abilità attivabili e la sempre preziosa schivata, fondamentale per sopravvivere nelle stanze più affollate. Michelangelo è agile e imprevedibile, Leonardo è equilibrato, Donatello offre controllo a distanza e Raffaello… beh, picchia duro.
Ogni run ti propone potenziamenti casuali, sia temporanei che permanenti, in stile Hades. Questo sistema dona grande varietà e incoraggia la sperimentazione: non esiste una strategia fissa, ma combinazioni sempre diverse. Si può puntare tutto sulla velocità, oppure su build più tankose o critiche.
Un roguelite ben strutturato
Il loop di gioco è semplice: entri, combatti, raccogli Dragon Coin, potenzi le Tartarughe, muori, ripeti. E funziona maledettamente bene. Il bilanciamento è attento: ogni run è una sfida, ma mai frustrante. Il senso di progressione è tangibile, grazie agli upgrade permanenti che rendono ogni morte meno amara.
La co-op locale (fino a 4 giocatori) è il vero valore aggiunto. Giocare in compagnia non solo rende il tutto più divertente, ma introduce una componente tattica che arricchisce l’esperienza. In single player, il gioco resta godibile, ma alcuni scontri possono risultare più impegnativi.
Cartone animato dark
Splintered Fate è un gioco nato su mobile, ma su Nintendo Switch si presenta in forma smagliante. I modelli dei personaggi sono curati, colorati e ispirati ai cartoni, ma con un tocco più cupo e fumettoso. Le ambientazioni variano da fogne a laboratori, con palette cromatiche ben scelte e un ottimo utilizzo delle luci.
Le animazioni sono fluide e i combattimenti risultano leggibili anche nelle situazioni più caotiche. Unica nota dolente: i caricamenti, un po’ lenti, e qualche calo di frame nei momenti più intensi, ma nulla che rovini l’esperienza.
Il comparto audio è di buona qualità, con effetti sonori convincenti e un doppiaggio sorprendentemente ben fatto. Ogni tartaruga ha una voce ben caratterizzata che riflette la sua personalità. Tuttavia, manca un po’ di quella battuta continua tra fratelli che ci si aspetta dalle Tartarughe Ninja. Un po’ più di interazione e umorismo avrebbe reso il tutto ancora più coinvolgente.
La vera forza del gioco
La campagna principale si può concludere in 8-10 ore, ma come ogni buon roguelite, il vero divertimento comincia dopo. Con l’introduzione dei Portali del Potere e sfide sempre più complesse, la longevità è assicurata. Splintered Fate premia chi esplora, chi rischia e chi torna per migliorarsi.
Teenage Mutant Ninja Turtles: Splintered Fate è una piacevole sorpresa. Un roguelite solido, con ottime meccaniche, una direzione artistica coerente e un’anima multiplayer fortissima. Non rivoluziona il genere, ma riesce a unire gameplay moderno e nostalgia anni 90 in un mix irresistibile.
Ottimo
Pro
- Gameplay solido e divertente
- Co-op locale fino a 4 giocatori
- Alta rigiocabilità
- Ottima direzione artistica
- Sistema di potenziamenti profondo
Contro
- Caricamenti un po’ lenti
- Interazioni tra personaggi