Rematch è la nuova proposta multigiocatore targata Sloclap, studio già noto per i suoi action in terza persona come Absolver e Sifu. Con questo titolo, il team francese applica la propria esperienza nei combattimenti corpo a corpo al mondo del calcio arcade, offrendo una reinterpretazione del pallone che abbandona il realismo per abbracciare la velocità, la reattività e la spettacolarità.
Il risultato è un gioco che si colloca a metà strada tra l’action sportivo e l’esperienza competitiva, mantenendo un’identità visiva e meccanica ben definita. Ecco cosa aspettarsi da Rematch, oltre la superficie di una partita rapida – ma occhio che crea dipendenza.
Pochi comandi, tante possibilità
Rematch è un gioco focalizzato su partite multigiocatore in tempo reale, da 3 contro 3 fino a 5 contro 5. A differenza dei titoli calcistici tradizionali, il giocatore controlla un solo atleta per tutta la durata del match. Questo sposta l’attenzione dalla gestione dell’intera squadra a una dimensione più personale e tattica, simile a quella dei MOBA o dei giochi d’arena.
I controlli sono semplici ma solidi: movimento libero in campo, scatti, tackle (leggeri e scivolate), passaggi e tiri. Ogni comando è responsivo, e lo stile di gioco premia sia i riflessi sia la lettura delle intenzioni avversarie. Il dribbling non è coreografico come in FIFA, ma è più vicino a un mind game di direzioni e tempi. Ogni contatto è un duello, ogni sfida uno scambio di intuizioni.
La fisica del pallone è semi-aderente: durante il possesso, la palla segue il giocatore con un margine di libertà che rende sempre possibile un’intercettazione ben calcolata. Questo dettaglio, apparentemente semplice, è uno dei punti di forza del gameplay, perché costringe a giocare in maniera attenta e reattiva, valorizzando l’abilità più che la casualità.
Modalità di gioco e struttura competitiva
Le modalità principali sono i Quick Match (3v3, 4v4, 5v5), partite veloci e casual, con vittoria automatica al raggiungimento di 4 gol di scarto, e le Classificate, partite 5v5 con sistema a divisioni, pensate chiaramente per giocatori più competitivi.
La rotazione automatica delle posizioni in campo obbliga tutti a giocare sia in attacco che in difesa. In particolare, il ruolo del portiere non è un’area dedicata, ma una responsabilità che cambia spesso e che diventa fondamentale nei momenti decisivi del match.
Non esistono regole classiche come fuorigioco, falli o rimesse: Rematch punta a una fluidità continua dell’azione, priva di interruzioni arbitrarie. Un approccio coerente con l’identità arcade del gioco.
Sistema di progressione e personalizzazione
Il sistema di progressione è basato sull’acquisizione di esperienza (XP), che consente di sbloccare contenuti cosmetici: divise, esultanze, acconciature. Esiste un pass stagionale con contenuti gratuiti e premium, affiancato da DLC cosmetici a pagamento (alcuni controversi, come la possibilità di acquistare personaggi “speciali”).
Non esistono però potenziamenti o abilità sbloccabili: la progressione è puramente estetica, e il campo resta bilanciato. Una scelta apprezzabile per mantenere la competizione equa, senza compromettere l’integrità del matchmaking.
Comparto tecnico e direzione artistica
Dal punto di vista visivo, Rematch mantiene l’identità artistica di Sloclap: animazioni fluide, movimenti espressivi, campi stilizzati ma riconoscibili. Il lavoro sull’animazione è eccellente, con personaggi che comunicano molto anche senza dialoghi.
Il tutorial iniziale, una breve sequenza interattiva senza testi né voce, racconta con sorprendente efficacia la filosofia del gioco: il talento individuale è inutile senza spirito di squadra. Una lezione che molti, anche nel multiplayer, sembrano ancora dover imparare.
Dal punto di vista tecnico, tuttavia, non tutto è impeccabile: durante le sessioni di prova si sono verificati crash, bug di rete, e piccoli difetti d’interfaccia. L’assenza del crossplay al lancio è una lacuna notevole, così come l’impossibilità di rimappare i comandi liberamente.
Intelligenza collettiva e spirito di squadra
Il vero nemico in Rematch non è l’avversario, ma il compagno che non passa mai la palla. La gestione del team è un elemento cruciale, e la comunicazione in-game (tramite messaggi rapidi) cerca di favorire la collaborazione. Ma, come in ogni sport di squadra, serve pazienza: chi gioca solo per mettersi in mostra finisce per penalizzare la squadra – peccato non si possa cuminare in modo eloquente al compagno di squadra di aver fatto una cazzata.
Il gioco, fortunatamente, cerca di educare: sia con il tutorial, sia con il design delle partite, che costringe ogni giocatore a ruotare nei ruoli. A lungo andare, questa dinamica può costruire una community più consapevole.
Un calcio arcade spettacolare
Rematch è un gioco sorprendente. Nonostante una premessa apparentemente semplice, nasconde una grande cura nel gameplay, nelle animazioni e nel ritmo. La scelta di concentrarsi su singoli giocatori in campo, unita a un sistema di controllo accessibile ma preciso, lo rende un titolo perfetto per partite rapide ma ricche di tensione.
I difetti tecnici al lancio sono reali e vanno risolti, ma non oscurano le potenzialità di un gioco che potrebbe diventare un riferimento nel panorama arcade-sportivo. Con un supporto continuo e una community collaborativa, Rematch ha tutte le carte in regola per durare.
Buon Gioco
Pro
- Fisica del pallone
- Animazioni curate e stile
- Focus sul gioco di squadra
- Progressione bilanciata
- Partite brevi e intense
Contro
- Problemi tecnici
- Niente crossplay
- Comandi non rimappabili
- Dipendenza da compagni intelligenti